Professor Angelo Bolaffi, filosofo, germanista, già direttore dell’Istituto italiano di cultura di Berlino, lei che è tra i più importanti studiosi della Germania contemporanea, si aspettava il successo di AfD in Sassonia-Anhalt?
«Il 44 per cento era superiore alle previsioni, anche se nei giorni precedenti al voto era già stato indicato un risultato intorno al 40 per cento. È un dato molto alto, ottenuto anche grazie alla forte crescita della partecipazione. C’è una parte dell’elettorato che normalmente non votava e che ha voluto esprimere un voto molto pesante contro il cancelliere e, più in generale, contro la politica tedesca».
Quanto ha pesato la crisi della Cdu?
«Molto. La Cdu locale ha fatto una politica suicida. Da tempo una parte del partito era spaccata e si opponeva alle linee della Cdu nazionale, arrivando a ipotizzare una collaborazione con l’AfD. Alla fine non hanno praticamente fatto campagna e i loro voti sono passati direttamente all’AfD».
Che cosa ha saputo fare AfD meglio degli altri partiti?










