Lutto.10 settembre 2026 alle 00:21Si è sempre speso per sofferenti psichici, detenuti, emarginati e migranti
Se n’è andato in silenzio, come chi ha sempre preferito far parlare gli altri: quasi sempre gli ultimi, i più fragili. Roberto Loddo, giornalista e attivista cagliaritano, è scomparso martedì a 45 anni, lasciando una voragine nel cuore dei tanti militanti del terzo settore e della sinistra sarda. Da dieci anni dirigeva “Il Manifesto Sardo”, testata online di approfondimento politico e sociale, avendo raccolto il pesante testimone dal predecessore, Marco Ligas, ma riuscendo a portare avanti inchieste su ambiente, guerre, diritti civili, sistema carcerario e discriminazione.
L’impegno sociale
Non ha mai cercato i salotti, ma amava le piazze. Sempre presente in prima fila nelle manifestazioni per la pace, per i diritti umani, per la Palestina e con un impegno costante a favore delle problematiche legate alla salute mentale. Era attivista dell’Asarp, l’Associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica, e presidente della cooperativa sociale “Il Giardino di Clara”, realtà che accompagna verso l’emancipazione lavorativa le persone che vivono una condizione di sofferenza psichica. Negli anni aveva anche coordinato “Radio Onde Corte”, la prima esperienza radiofonica sarda nata per dare voce a chi voce non ne aveva mai avuta, ed era stato parte attiva del comitato Stop OPG, nella storica battaglia per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Collaborava inoltre con la Conferenza regionale volontariato giustizia, portando il suo sguardo attento anche dentro il mondo del carcere.







