L'Aula della Camera esaminerà, in terza lettura, la legge elettorale - ove modificata dal Senato - da lunedì 28 settembre. Lo ha stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sale intanto la tensione nella maggioranza dopo una serie di emendamenti del pd a sostegno delle preferenze pure, ai quali FdI valuta il sostegno. Tant'è che Forza Italia ha replicato con una risposta netta al partito della premier richiamando alla lealtà di coalizione sull'argomento.
Restano, al di là del braccio di ferro sulle preferenze pure in maggioranza, anche una serie di altre questioni aperte e non di poco conto a partire da quella della misura che prevede di non far rientrare nel computo dei voti ai fini dell'attribuzione del premio quelli dei partitini sottosoglia. Un punto che non sarebbe stato sciolto nella riunione degli sherpa di maggioranza.
Tramonta definitivamente l'ipotesi ballottaggio mentre rimarrà al 42% la soglia oltre la quale si vince il premio di maggioranza. Il senatore di FdI Marcello Pera prende la parola in Aula per annunciare che di fronte al no alla discussione su questo tema di 200 colleghi "non farò il Pierino" ma si tratta comunque di una "occasione persa". Niente da fare, inoltre, per la proposta contenuta in un emendamento di FdI che restringeva i tempi entro i quali ci si deve dimettere da sindaci se ci si candida alle politiche.










