“Chi studia e lavora a scuola deve poterlo fare sentendosi al sicuro, senza chiedersi se il giorno dopo gli cadrà il lampadario in testa o se si sentirà male per il caldo. Ma questo governo ha dimostrato di non voler ascoltare gli studenti. I giovani vengono chiamati in causa solo se c’è bisogno di un capro espiatorio a cui dare la colpa”. Il rientro tra i banchi coincide con il ritorno in piazza degli studenti. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi (Rsm), si trova in viale Trastevere a Roma. Alle 18 di oggi si sono dati appuntamento davanti al ministero dell’Istruzione per protestare contro i “provvedimenti sbagliati e retrogradi” dell’esecutivo. E in particolare, di Giuseppe Valditara, che “pensa di riformare la scuola senza parlare con chi la vive tutti i giorni. E che ha dimostrato un assenteismo record nei confronti degli studenti”, spiega a ilfattoquotidiano.it Verdecchia. I temi da portare sul tavolo di Valditara sono molteplici: diritto allo studio, edilizia scolastica, riforma della didattica e dei criteri di valutazione. Ma la protesta punta lo sguardo anche oltre le aule, chiamando in causa temi generazionali, come la crisi abitativa e le difficoltà che accompagnano i giovani nel passaggio verso l’università e l’autonomia.