La scuola si ribella a Valditara e blocca la macchina burocratica di fine anno. Se per gli studenti questi giorni segnano l’inizio delle vacanze estive, per i professori è il momento più delicato dell’anno con le valutazioni conclusive per redigere le pagelle. Ma quest’anno gli scrutini stanno andando a rilento per lo sciopero proclamato dalla Flc Cgil Firenze negli istituti tecnici della città metropolitana. Lo ’sciopero degli scrutini’ è una forma di protesta che non viene indetta da più di dieci anni e che prevede la possibilità per i docenti di incrociare le braccia in occasione delle procedure di valutazione degli studenti, fatta eccezione per gli scrutini delle classi quinte. Al centro della mobilitazione c’è la netta contrarietà dei docenti alla riforma dell’istruzione tecnica e professionale che il Ministero dell’istruzione e del merito intende far partire in via definitiva dal prossimo settembre.

I dati raccolti nelle prime ore della protesta restituiscono l’immagine di un’adesione massiccia, che ha di fatto congelato le valutazioni finali di migliaia di studenti. All’istituto Chino Chini di Borgo San Lorenzo la quasi totalità dei consigli di classe è saltata: 19 scrutini rinviati su 20 previsti. Al Marco Polo di Firenze, nei primi due giorni di sciopero, l’adesione ha sfiorato l’unanimità con il 96% dei blocchi (23 scrutini saltati su 24). L’istituto ha già riconvocato i professori per mercoledì prossimo. Al Sassetti-Peruzzi di Firenze la protesta ha determinato il rinvio del 75% delle attività, mentre al Calamandrei di Sesto Fiorentino si è fermata la metà delle commissioni (3 su 6). Incrociano le braccia anche i docenti di altri storici istituti del territorio, come il Meucci, il Galileo Galilei e il Ferraris Brunelleschi di Empoli, confermando la capillarità del malcontento.