Letture

Mario Lavia

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«Un’ora di lavoro che in Italia produce 60 dollari di valore aggiunto contro i 94 americani: non è un dato da commentare: è un problema da risolvere». In questa frase di Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa San Paolo, si racchiude il senso della crisi italiana. La famosa produttività che non regge il passo non solo con la concorrenza straniera ma nemmeno con i bisogni del Paese. Eppure l’Italia non sta malissimo. È tutto spiegato in questo “Scegliere la rotta”, titolo del quinto Rapporto sul mondo postglobale” a cura di Mario Deaglio, con prefazione di Gros-Pietro (Guerini e Associati), e si tratta della prosecuzione della serie che Deaglio cura da circa trent’anni sull’economia globale e sull’Italia.

Il volume è una dettagliatissima diagnosi dell’economia italiana in un contesto globale in perenne movimento, da cui si desume che il nostro Paese non soffre di assenza di risorse, ma di insufficiente capacità di trasformare le proprie risorse in produttività. Non si tratta soltanto di «fare più crescita»: bisogna investire in tecnologia, capitale umano, imprese, ricerca e competenze, impedendo che i giovani più qualificati vadano a produrre valore altrove.