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«Ti manca Mogadiscio? Il sussidio di rimpatrio ti aiuterà a tornare a casa». È un annuncio pubblicitario rivolto agli immigrati somali che da luglio si può trovare sulla fiancata degli autobus e in quartieri con un’alta concentrazione di persone straniere in Svezia. È stato finanziato dal partito di estrema destra dei Democratici Svedesi e serve a informare le persone immigrate dell’esistenza di un programma pubblico che dal 2022 offre fino a 31mila euro alle persone straniere che decidono di lasciare la Svezia, anche se sono regolarmente residenti nel paese.

Fino al 2026 il fondo era rimasto praticamente inutilizzato perché i contributi erano molto bassi (meno di mille euro per un adulto e poche centinaia per un bambino), ma da gennaio il governo li ha alzati notevolmente, sperando di convincere più persone. I numeri rimangono ancora molto modesti, anche se in crescita: su quasi 830mila persone straniere che vivono in Svezia con un permesso di soggiorno, sono state 171 quelle che hanno accettato l’offerta.

Parlando con Reuters Mahmoud Khalfi, imam della moschea di Stoccolma, la più grande della Svezia, ha detto che il programma non serve a molto perché gli immigrati stranieri che partono spesso sono quelli più scolarizzati, che lo fanno di solito dopo aver trovato un lavoro migliore all’estero e che quindi non hanno neanche bisogno di usufruire del sussidio di rimpatrio. A quelli più poveri invece conviene restare.