Il centro è morto, scriveva il direttore Claudio Velardi la scorsa settimana. Prima di constatarne il decesso, gli ultimi battiti potrebbero dare vita a un cambio di rotta, un polo europeista di centro che coinvolga quello che di buono hanno destra e sinistra. Ne abbiamo parlato con Giulia Pastorella, parlamentare e vicepresidente di Azione.
Calenda si sfila dal campo largo: qual è la direzione di Azione?
«In realtà il verbo “sfilarsi” non è corretto, perché non ci siamo mai infilati. Azione resta lontana dal campo largo, come abbiamo sempre detto e come siamo nati per essere. Non c’è stato alcun cambio di posizionamento: sono gli altri a essersi mossi. Le parole di Calenda sul ballottaggio possono aver confuso qualcuno, ma la nostra linea resta quella».
Quindi l’obiettivo è ancora quello di creare un polo europeista di centro. Ma con chi?
«Questo è il tema che Azione deve affrontare. Ci sono partiti nella nostra area, penso a +Europa, Pld e Ora e alle realtà che si stanno formando attorno a personalità e associazioni liberali ed europeiste. Il punto è favorire un’aggregazione credibile in vista delle prossime elezioni. Non un semplice cartello elettorale, ma un polo alternativo, con una proposta politica e, perché no, un’alternativa di governo».






