Ad Azione non manca il coraggio, e la deputata Giulia Pastorella – vicesegretaria del partito – lo ha dimostrato dentro e fuori dal Parlamento. Ad accorgersi che questo movimento ha davvero gli attributi, ora dovrebbe essere anche il suo leader, Carlo Calenda, soprattutto in vista dell’appuntamento elettorale del 2027. Da qui al prossimo anno, gli schieramenti saranno sempre più visibili, ma le incognite sul tavolo sono diverse, tra cui l’ipotesi che la terza gamba del centrodestra, Forza Italia, decida di staccarsi dagli alleati per correre da sola cercando di intercettare tutte le anime di centro, tra cui Azione, Pld, Più Europa. Scenario graditissimo ai partiti centristi. Ne abbiamo parlato con Pastorella.

Vannacci accusa Giorgia Meloni di aiutare Azione attraverso la legge elettorale. Che cosa risponde?

«È una lettura strumentale. Gli emendamenti di cui si parla non favoriscono soltanto Azione, ma diversi partiti, soprattutto di opposizione. Affermare che questa riforma aiuta esclusivamente noi, serve più alla polemica politica che a descrivere la realtà».

C’è chi sostiene che Azione, in vista del 2027, si stia avvicinando al centrodestra e che esista un asse Meloni-Calenda.

«È un’accusa che si contraddice da sola. Se davvero la legge elettorale ci favorisse perché ci consente di presentarci come terza forza, allora non avrebbe senso sostenere che stiamo trattando per entrare nel centrodestra. O si corre autonomamente o si entra in una coalizione».