In attesa della nuova legge elettorale
Aldo Torchiaro
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La miccia l’abbiamo accesa noi del Riformista. E di qualche esplosione dobbiamo darvi conto. Il presidente del PLD, Andrea Marcucci, chiede a gran voce unità tra i soggetti liberali e riformisti: Azione, Europeisti, Liberaldemocratici e Spazio Pubblico, per citarli in rigoroso ordine alfabetico, sono invitati a presentarsi al check-in con urgenza. Come dicono negli aeroporti, con un misto di gentilezza e fermezza: «Ultima chiamata». Dentro Più Europa si fronteggiano Benedetto Della Vedova e Matteo Hallissey da una parte (con l’idea di unirsi al cantiere renziano di Casa Riformista) e il segretario uscente Riccardo Magi. Quest’ultimo, ormai sull’orlo della sfiducia, preferirebbe portare +E nell’ambito dell’alambicco di Goffredo Bettini, che ha messo a punto, neanche fosse nel laboratorio di Harry Potter. L’incantesimo farebbe prendere corpo a una ipotetica formula magica capace di trasformare il PCI — niente paura, è solo il Progetto Civico Italia — di Alessandro Onorato e il PSI di Enzo Maraio, insieme a quel che resta di Più Europa, nella «federazione dei centristi» del centrosinistra. Una definizione tanto ambita da risultare confusa.






