Il commercio di prossimità continua a perdere terreno in provincia di Udine. Tra il 2019 e il 2025 sono scomparse 799 imprese del commercio al dettaglio, una contrazione che porta il numero delle attività da 5.105 a 4.306 e che vale, in termini percentuali, un calo del 15,7%.È la diminuzione più consistente in valore assoluto tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia. Secondo le elaborazioni contenute nella relazione regionale di Confesercenti FVG, la perdita di attività avrebbe comportato una riduzione della ricchezza generata sul territorio stimata in quasi 120 milioni di euro.

A Udine città perse 200 attività

Il fenomeno interessa in maniera significativa anche il capoluogo friulano. Nel solo comune di Udine le attività del commercio al dettaglio sono passate da 1.187 nel 2019 a 987 nel 2025, con 200 imprese in meno e una flessione del 16,8%. La ricchezza sottratta al territorio comunale viene stimata in circa 30 milioni di euro. Numeri che fotografano un cambiamento profondo nel tessuto commerciale cittadino, con conseguenze che non riguardano soltanto l’economia, ma anche la vitalità dei quartieri e dei centri urbani.La progressiva scomparsa dei negozi di vicinato significa infatti meno servizi a disposizione dei residenti e una trasformazione delle modalità di acquisto, sempre più orientate verso grandi strutture di vendita e altri canali commerciali.