Due orche interagiscono con l'imbarcazione dei ricercatori dell'AIMM. Foto da Castro et al., 2026
Sono ormai sei anni che le orche della popolazione iberica al largo di Gibilterra, Spagna e Portogallo interagiscono con le imbarcazioni, provocando in alcuni casi danni molto seri ai timoni e agli scafi o persino affondamenti. Questo comportamento, osservato per la prima volta in modo sistematico e continuativo a partire dal 2020, è stato spesso raccontato come un "attacco" o addirittura come una forma di "vendetta" nei confronti degli esseri umani.
Nuove riprese subacquee e uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Marine Mammal Science, pur non arrivando a una conclusione certa, restituiscono però un quadro molto più complesso sul come e il perché avvengono queste interazioni, avvalorando le ipotesi già sostenute da molti esperti e altri studi che, di "antagonistico" o "aggressivo" hanno molto poco. I ricercatori coordinati da AIMM, l'Associação para a Investigação do Meio Marinho, hanno analizzato sette interazioni avvenute tra il 2018 e il 2025 con una piccola imbarcazione utilizzata per le ricerche nel sud del Portogallo. In totale sono state identificate 26 orche e otto di loro hanno interagito fisicamente con il gommone: due femmine adulte e sei giovani, appartenenti a cinque diversi gruppi familiari. Le immagini sono state realizzate immergendo sotto la superficie piccole videocamere GoPro.









