Il racconto di Giorgio Girelli, presidente emerito Conservatorio Statale Rossini, della XLVII edizione del Rossini Opera Festival
Inaugurato con un nuovo allestimento di Le Siège de Corinthe, diretto da Carlo Rizzi e messo in scena da Davide Livermore, due sono state le riprese di spettacoli-simbolo della storia del Festival: L’occasione fa il ladro, unica ma indimenticabile presenza al ROF di Jean-Pierre Ponnelle, uno dei maestri della regia lirica del Novecento, diretta da Alessandro Bonato, La scala di seta, messa in scena da Damiano Michieletto, uno dei più significativi registi contemporanei che proprio a Pesaro si è rivelato avviando la propria ascesa internazionale e diretta da Iván López-Reynoso.
Ed è terminato inoltre il debutto del suo nuovo presidente, il maestro Michele Dall’Ongaro. Accanto dunque ai positivi risultati conseguiti anche quest’anno dal sovrintendente Palacio, dal direttore artistico Florez e dal direttore generale Della Chiara insieme ai loro validi collaboratori, si affianca il felice esito dell’opera del celebre nuovo arrivato. Confermando così il lusinghiero giudizio espresso dal sindaco Biancani quando nel dicembre dello scorso anno firmò la sua nomina: “L’ho scelto perché è una figura d’eccellenza, con una lunga e prestigiosa carriera”. E Dall’Ongaro di rimando commentò: “Orgoglio infinito. Frequento il Rossini Opera Festival dai tempi di Zedda, Mariotti, e me ne sono occupato in Rai. È uno dei Festival più richiesti all’estero, una manifestazione che riempie di gioia chi si occupa di musica, e una città intera che ospita il mondo di Rossini, un grande Genio”.






