PORTOGRUARO - Un lavoro d'indagine minuzioso, condotto con determinazione e spirito di osservazione dai Carabinieri della Stazione di Portogruaro, che ha permesso di mettere fine alle scorribande di una "baby gang" di dieci giovanissimi responsabile di una lunga scia di furti, danneggiamenti e intrusioni che nell'ultimo periodo avevano profondamente scosso la comunità locale. Il gruppo composto da otto minorenni e due maggiorenni, residenti tra Fossalta di Portogruaro (tra cui due fratelli), Concordia Sagittaria e Portogruaro si è reso protagonista di ripetuti blitz a danno di strutture giovanili e di aggregazione, in particolare l'Oratorio Santo Stefano di Concordia Sagittaria e l'Oratorio Pio X di Portogruaro.

L'INDAGINE A fare la differenza nel contrastare l'escalation criminale del gruppo è stato il tempestivo e caparbio intervento dei Carabinieri della Stazione di Portogruaro. Negli ultimi due mesi, i militari si sono prodigati in un'attenta attività investigativa, analizzando fotogramma per fotogramma i filmati delle telecamere di videosorveglianza messi a disposizione da don Natale Padovese, parroco di Concordia. Da lì sono scattati pedinamenti e accertamenti. Sebbene i giovani cercassero di travisarsi il volto utilizzando le t-shirt sollevate fino agli occhi, i Carabinieri sono riusciti a incastrarli partendo dai dettagli: gli indumenti particolari, il modo di vestire, i segni distintivi dell'abbigliamento e le movenze dei singoli individui. Una volta raccolti elementi indiziari solidi, i Carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni domiciliari nelle abitazioni dei sospettati, trovando conferme e recuperando parte della refurtiva, tra cui un'apprezzata cassa bluetooth successivamente restituita ai legittimi proprietari. GLI EPISODI I primi episodi risalgono al mese di giugno e luglio, presentandosi inizialmente come bravate. Dopo aver scassinato gli ingressi, i ragazzi entravano negli oratori per sottrarre monete, gelati e generi alimentari di scarso valore. Tuttavia, con il passare dei giorni, la frequenza e la gravità dei colpi sono aumentate. Il salto di qualità è avvenuto durante il "Torneo di Palo" a Concordia. In quella circostanza, approfittando dell'oscurità, la banda si è introdotta nel chiosco adibito alle cucine facendo sparire confezioni di carne destinate agli spettatori. Non solo: dopo il furto, i giovani si sono persino spinti ad accendere la griglia dell'oratorio per cucinarsi e consumare panini e carne sul posto.Al termine dell'articolata attività investigativa condotta dalla Stazione di Portogruaro, per i dieci giovani sono scattate le denunce a vario titolo per furto aggravato, danneggiamento e invasione di terreni ed edifici. La magistratura e le autorità competenti hanno risposto con fermezza: dalla Procura è arrivato il via libera per l'emissione della misura dell'avviso orale da parte del Questore di Venezia, oltre all'ammonimento. RAPINA L'attenzione dell'Arma resta tuttavia altissima anche su altri episodi gravi avvenuti a fine luglio durante la Fiera di Santo Stefano. Tra questi una rapina ai danni di un minore. In questa occasione, il gruppo ha accerchiato con fare minaccioso il ragazzino che si trovava da solo nei pressi delle giostre; uno dei componenti lo ha colpito prima di sottrargli un borsello, lasciandolo comprensibilmente traumatizzato. Mentre la giustizia fa il suo corso, la chiusura delle indagini ha aperto una breccia nel gruppo. Sotto il peso dei provvedimenti e del lavoro dei Carabinieri, due dei ragazzi hanno inviato una lettera di scuse a don Natale, mentre altri si sono presentati di persona accompagnati dai genitori, mostrando vergogna per le azioni commesse. In accordo con il parroco, alcuni giovani risarciranno parte del danno economico arrecato, mentre per uno di loro è già stato programmato l'inserimento in percorsi di servizi sociali. A oggi non tutti si sono però ravveduti del loro comportamento.