CARBONERA (TREVISO) - Il titolare della tabaccheria di Mignagola, aggredito a pugni, calci e morsi martedì scorso, non è l'unica vittima della baby gang, che oltre a tre adolescenti di 17 e 16 anni (alcuni dei quali già seguiti dai servizi sociali) conta altri "simpatizzanti" ben più giovani: lo raccontano anche gli esercenti delle altre attività della zona, che ora temono che queste presenze scoraggino e spaventino anche i loro clienti. Giovanni Galletti, la stessa vittima dell'evento di ieri e di quello del giorno prima, definisce quella nei suoi confronti come una vera e propria persecuzione intimidatoria, ma spiega al contempo che anche alcuni suoi clienti siano finiti nel mirino dei bulletti. Alcuni di loro non hanno mai denunciato i gesti subiti, giustificandoli come delle ragazzate. Ora però l'indignazione è collettiva.
Per certi aspetti, ancora più grave quanto avvenuto qualche giorno fa, sempre nelle vicinanze della piazza. Alcuni dei componenti della stessa gang sono stati avvistati mentre prendevano a calci un uomo fragile che si aggira sempre per la piazza del paese. «Poco prima delle 14, davanti all'Aspi di Mignagola, un ragazzino prendeva a calci nel sedere questa persona, mentre altri lo riprendevano con il cellulare» racconta un residente. La stessa scena è stata notata da altre persone e in paese ora non si parla che di questo gruppetto. «Siamo andati dal medico di base per alcuni accertamenti - racconta una testimone dell'episodio delle 12 di martedì - Improvvisamente uno dei ragazzi ha iniziato a insultare pesantemente la segretaria. Io sono intervenuta perché avevo paura per mia madre, che era con me. Gli ho detto che non era accettabile che un ragazzo insultasse così una persona, ma nessuno lo ha fermato».






