Il cuore della proposta: sostenere gli Stati membri e le città nell'affrontare il problema dilagante dell'accessibilità economica e la disponibilità di alloggi nelle aree soggette alle maggiori pressioni
Sostenere gli Stati membri e le città dell'Ue nell'affrontare il problema dilagante dell'accessibilità economica e la disponibilità di case nelle aree soggette alle maggiori pressioni. Questo il cuore della proposta lanciata oggi dalla Commissione europea, la Legge sugli alloggi accessibili (Affordable Housing Act), il primo tentativo a livello comunitario di intervenire su un problema che interessa sempre più le aree urbane del Vecchio continente: l'ultimo Eurobarometro ha rilevato che oltre il 50% degli abitanti delle città considera l'alloggio un problema immediato e urgente nel luogo in cui vive.
La proposta della Commissione parte dal tentativo di affrontare il problema posto dalle modalità di utilizzo degli alloggi per scopi diversi dalla residenza principale, quali gli affitti brevi, che specialmente nelle città a forte vocazione turistica "può aggravare la disponibilità locale e l'accessibilità economica". La legge proposta intende rispondere a tali criticità, fortemente localizzate, offrendo alle autorità pubbliche certezza giuridica quando scelgono di agire, sulla base delle specificità locali, nel quadro del diritto dell'Ue, anche per risolvere le contestazioni legali in merito alla compatibilità tra diritto locale e comunitario che sono emerse nei Paesi membri che hanno già adottato misure per allentare tali pressioni .Nel pratico, la Legge sugli alloggi accessibili non impone obblighi ma fornisce il primo quadro comune europeo per valutare le misure in materia abitativa che incidono sul mercato unico, come spiega la vicepresidente della Commissione europea, Teresa Ribera, nel corso di una conferenza stampa. La decisione di intervenire, e su quali misure adottare, rimane alle autorità competenti. "Le scelte di politica abitativa restano nazionali, regionali e locali", sottolinea l'esecutivo europeo in un comunicato, ribadendo che la legge è concepita per fornire chiarezza giuridica alle autorità quando decidono di intervenire nelle zone sottoposte a tensione abitativa, salvaguardando al contempo il mercato unico e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. La nuova Legge mira ad aiutare le autorità competenti a individuare le "zone sottoposte a tensione abitativa", applicando una nuova metodologia comune e criteri tecnici condivisi. Qualora le autorità scelgano di limitare l'uso degli alloggi, intervenendo, per esempio, sugli affitti brevi o le abitazioni sfitte, devono prima "dimostrare che ciò contribuisce alle pressioni abitative locali e garantire che le misure siano mirate, necessarie e proporzionate", spiega la Commissione.











