La cronistoria di una lunga militanza che diventa riflessione su una politica degradata a 'gestione dell'istante' e sul rischio di una 'democrazia senza elettori'. "E' un libro dedicato ai giovani. Non è vero che non amano la politica", dice l'ex-ministro. Una riflessione anche sul Pd: "Ha smarrito la funzione di sintesi nazionale relegando ai margini la componente popolare"

Beppe Fioroni, mentre sorseggia un caffè alla buvette della Camera, mette subito in chiaro una cosa. "Non ho alcun interesse a fare l'ennesimo partitino o a ricandidarmi", spiega incrociato dall'Adnkronos a Montecitorio quando gli viene chiesto del suo ultimo libro, che uscirà il prossimo 16 settembre e verrà presentato tra un mese, il 9 ottobre, al Capranichetta. 'Ovunque è il centro. Delle cose, della vita, della politica', il titolo del volume edito da Rubattino. "E' un libro che vuole parlare ai giovani -spiega Fioroni-. Non è vero che non amano la politica. Ma per farlo hanno bisogno di crederci e per crederci serve che chi fa politica i valori, oltre che predicarli, li testimoni". Perché, sottolinea nel libro, "chi riceve il voto deve rendere conto delle parole che ha pronunciato, delle decisioni che ha assunto, degli impegni che ha mantenuto e anche delle promesse che non è riuscito a realizzare. È una democrazia che risale dal basso, non una fedeltà che discende dall’alto". Una necessità e un'urgenza, per l'ex-ministro, in una democrazia "dove il 50% degli elettori resta a casa".