Prima volevano il porto di Catanzaro, poi, quando i pontili sono stati sequestrati perché senza collaudo, avrebbero voluto costituire una società per prendere i fondi per l’impresa femminile e costruire campi da padel. Intestazioni fittizie di due scatole societarie gemelle: la Navilos S.r.l. diventata Nettuno S.r.l. e la South Bay S.r.l.s. Al centro della vicenda l’avvocato Gennaro Pierino Mellea, definito il dominus occulto, destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che conta 54 indagati, il fratello Raoul Mellea, Danilo Abramo, anche lui ai domiciliari Giovanni Lippelli e i prestanome Nicola Tavano e Radmila Samardzic, madre di Abramo.

I passaggi societari

La società nasce come Navilos, noleggio imbarcazioni. Negli anni vari passaggi di quote. Poi il 22 luglio 2016, con atto notarile Raoul Mellea acquisisce il 100% del capitale, diventa socio unico e amministratore. Secondo le ipotesi accusatorie lui sarebbe il volto formale del fratello avvocato. Il 5 gennaio 2022, Raoul avrebbe fatto tre cose in una volta: cambiare il nome da Navilos a Nettuno S.r.l., spostare sede da Catanzaro a Caraffa di Catanzaro, nella stessa palazzina della Crd Immobiliare S.r.l. di Danilo Abramo e Roberto Mercurio, modificare l’oggetto da noleggio barche a “gestione porti turistici e altre attività connesse al trasporto marittimo”. Si dimette e nomina al suo posto Nicola Tavano, un uomo di fiducia di Abramo, aiutato da quest’ultimo economicamente. Pochi giorni dopo, il 19 gennaio 2022, Raoul avrebbe depositato tramite il commercialista Adriano Dara, cognato dei Mellea, una scrittura privata di cessione: vende tutto il capitale da 10mila euro a Nicola Tavano, che diventa socio unico e amministratore. Ma chi decide tutto, secondo le ipotesi accusatorie è l’avvocato Mellea.