Due unità raffreddate sotto i 15 millikelvin preparano l'infrastruttura necessaria per collegare centinaia di chip quantistici. È un nuovo tassello della roadmap che dovrebbe portare IBM Quantum Starling al fault-tolerant computing nel 2029

La corsa verso computer quantistici realmente utilizzabili non si gioca soltanto sul numero di qubit o sulle prestazioni dei processori. Uno dei problemi più difficili è costruire l'infrastruttura capace di ospitare, raffreddare e collegare un numero crescente di chip quantistici senza rendere ingestibile l'intero sistema.

IBM ha appena superato una delle tappe ingegneristiche di questo percorso. Nei laboratori di Yorktown Heights l'azienda è riuscita a collegare due nuovi moduli criogenici e a farli funzionare come un unico ambiente, portandoli a una temperatura inferiore a 15 millikelvin: circa 0,015 gradi sopra lo zero assoluto, oltre 180 volte più freddo dello spazio profondo. L'esperimento prepara il terreno per IBM Quantum Starling, il sistema con il quale l'azienda punta a realizzare nel 2029 il suo primo computer quantistico su larga scala fault-tolerant, cioè capace di correggere gli errori tipici delle attuali elaborazioni quantum e che rappresentano l’ostacolo maggiore allo sviluppo di sistemi funzionanti.