IBM ha mostrato la prima immagine del suo nuovo sistema criogenico modulare per connettere più processori quantistici e arrivare così a creare un dispositivo dotato di milioni di qubit, considerati necessari per effettuare calcoli rilevanti da un punto di vista industriale e scientifico.

IBM connette due sistemi criogenici modulari

IBM ha annunciato di aver connesso con successo due moduli criogenici creando così un solo ambiente all'interno del quale si trovano più processori quantistici. I due sistemi insieme sono alti circa due metri e mezzo e sono larghi altrettanto; per raffreddarli a una temperatura di 4 kelvin (-269,15 °C) sono stati necessari circa 5 giorni, e poco dopo si è raggiunta la temperatura finale di 15 millikelvin.

I nuovi moduli mettono a disposizione oltre 12 volte lo spazio per i cavi dei precedenti, fatto che rende molto più semplice il compito di collegare più processori. Tale connessione avviene tramite i cosiddetti "accoppiatori L", che consentono di collegare più processori e farli operare come fossero uno solo.

È in questo modo che IBM pianifica di creare Starling, che l'azienda intende lanciare nel 2029 come il primo computer quantistico con correzione degli errori (resterà da vedere, però, se i concorrenti non la precederanno). I nuovi moduli vedranno con ogni probabilità l'installazione dei processori IBM Nighthawk, da 120 qubit ciascuno, entro la fine dell'anno.