Parigi e Madrid sono crollate nei tre ambiti di valutazione. L'Islanda prosegue il trend negativo del 2022. Gli studenti migliori sono in Giappone, Singapore e Cina
Ogni tre anni l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) mette alla prova milioni di quindicenni nello stesso modo, negli stessi giorni e con le stesse domande. È il test PISA (Programme for International Student Assessment) e non chiede quanto gli studenti sanno a memoria, ma se sanno usare ciò che apprendono. L’edizione 2025 è stata la più grande di sempre con 760mila studenti e 91 Paesi. Il risultato è una mappa di chi arretra, chi tiene e chi corre. Francia e Spagna sono i paesi del crollo record, Turchia e Regno Unito vanno controcorrente e poi l’est asiatico comanda la classifica.
Il quadro negativo francese
Per la Francia, i dati Ocse mostrano una situazione allarmante con crolli in tutti e tre gli ambiti di valutazione, nonché i punteggi più bassi mai registrati dall’avvio del sistema di valutazione nel 2000. Seppur Parigi si collochi ancora nella media dei Paesi Ocse, rispetto al 2022 i risultati segnalano un calo di 4 punti in scienze, di 16 in matematica e di 18 in lettura. Un quadro negativo soprattutto perché secondo il report 20 punti rappresentano circa un anno di scolarizzazione: gli studenti francesi, quindi, sarebbero vicini alla perdita di un’intera annualità di apprendimento perduta.










