(Il Sole 24 Ore Radiocor) - A quasi un anno dalla pubblicazione del rapporto Draghi, la Commissione europea punta a utilizzare in modo più strategico gli appalti pubblici per contribuire a colmare il deficit di investimenti dell’Europa. "Una parte della soluzione - ha spiegato il commissario europeo per la Strategia industriale, Stephane Sejourné durante una conferenza stampa a Bruxelles - deve essere ricercata nella capacità di orientare meglio la spesa già effettuata dalle amministrazioni pubbliche". Gli appalti pubblici - ha ricordato - rappresentano ogni anno oltre 2.000 miliardi di euro, pari a quasi il 15% del Pil dell’Unione. Di questa cifra, tra 600 e 650 miliardi sono disciplinati dalla normativa europea: un ammontare equivalente all’intero piano NextGenerationEU e pari a circa tre o quattro volte il bilancio annuale dell’Ue. "A quasi un anno dal rapporto Draghi, considerati i deficit d’investimento evidenziati dal rapporto, una parte della soluzione deve ritrovarsi negli acquisti che già facciamo", ha dichiarato Sejourné, indicando la necessità di "riorientare più strategicamente la nostra spesa". La Commissione propone quindi un’ampia revisione delle regole europee sugli appalti, con due obiettivi principali: semplificare le procedure per amministrazioni e imprese e trasformare gli acquisti pubblici in uno strumento più efficace di politica industriale e d’investimento. La riforma dovrebbe facilitare in particolare la partecipazione delle Pmi europee alle gare per l’acquisto di treni, la realizzazione di infrastrutture, la fornitura di medicinali agli ospedali pubblici e altri beni e servizi.