In principio c’erano le statine. E ci sono ancora. Eccome. Partendo da questi farmaci si può iniziare la sfida terapeutica al colesterolo-LDL, fattore causale dell’infarto. A testimoniare una volta di più il ruolo basilare di questi farmaci che possono salvare la vita arriva la ricerca australiana STAREE presentata al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC). Lo studio prende in esame quanto avvenuto in poco meno di 10.000 persone over-70, senza precedenti di patologie cardiovascolari, diabete o deficit cognitivo e dimostra come anche iniziando il trattamento farmacologico con statine dopo i 70 anni si riduce il rischio cardiovascolare e quindi le possibilità di andare incontro a infarto o ictus. Questa ricerca rappresenta un’ulteriore prova tra le innumerevoli disponibili del valore di questi farmaci, che debbono rappresentare il punto di partenza per un trattamento dell’ipercolesterolemia, come conferma Alberico Catapano, a lungo ordinario di Farmacologia dell’Università di Milano e Presidente della Fondazione SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi).
Ad ognuno la sua terapia
Prima di parlare di cure per l’ipercolesterolemia occorre partire dal profilo di rischio cardiovascolare globale della persona che va ovviamente oltre i soli valori del colesterolo LDL nel sangue ma considera la totalità dei fattori che possono influire sulle probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare. Fatta questa necessaria precisazione, che presuppone quindi la valutazione del medico la statina rappresenta il punto di partenza.








