«Nel caso del mio decesso, ho la volontà di donare gli organi, di essere cremato e che le mie ceneri vengano sparse nel vento». Quel biglietto, che Giuseppe Petraroli custodiva nella tasca di ogni pantalone insieme al numero del fratello ospite di una Rsa, è stato ritrovato la sera del 7 settembre, quando quel numero è stato composto per annunciarne la morte.

Il 78enne, collaboratore scolastico in pensione, è stato travolto sulla provinciale Ostuni-San Vito (in agro di Carovigno) mentre pedalava come ogni giorno, con giubbotto catarifrangente e luci in dotazione. Alla guida della Fiat Grande Punto bianca c’era un 21enne di San Vito dei Normanni, risultato negativo ai test tossicologici e ora ai domiciliari, assistito dall’avvocato Gianvito Lillo. Secondo la ricostruzione, l’impatto sarebbe stato così violento da far sbalzare la gamba dell’anziano: il giovane, sotto shock, si sarebbe allontanato senza prestare soccorso, abbandonando l’auto nelle campagne tra San Vito e Mesagne.

Quando è stato raggiunto dai familiari e accompagnato al Pronto soccorso di Francavilla Fontana, Petraroli era già privo di vita. Il pm Giuseppe De Nozza ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e omissione di soccorso.