Il governo britannico e altri 10 Paesi sanzionano i coloni ebrei, ma in più Londra accusa gli israeliani di "pulizia etnica"di Mauro Zanonmercoledì 9 settembre 20263' di letturaFuori dai confini il bersaglio principale è Israele, all’interno sono i grandi patrimoni. Andy Burnham, l’ex sindaco laburista di Manchester che ha sostituto Keir Starmer alla guida del Regno Unito, sta mostrando il suo vero volto a soli due mesi dall’ascesa a Downing Street: prendendo di mira lo Stato ebraico, con l’annuncio di sanzioni contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ma anche i più ricchi, promettendo nuove tasse ai loro danni in vista dell’«Autumn Budget». Ieri Londra ha formalizzato la decisione di sanzionare l’interscambio commerciale con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania: un cambio di passo netto rispetto al governo Starmer, anche per le parole utilizzate dal ministro degli Esteri Ed Miliband durante il suo intervento alla Camera dei Comuni. Il capo della diplomazia britannica ha infatti accusato Israele di «chiudere gli occhi» rispetto alla presunta «pulizia etnica dei palestinesi perpetrata da coloni terroristi» in Cisgiordania, parlando della situazione in Palestina come di «un’emergenza morale» e di un “reset” della politica del Regno Unito nei confronti di Israele. «Ciò che il governo Netanyahu sta facendo a Gaza è una macchia sulla coscienza del mondo, e ci sono sempre più prove che sembrano essere stati commessi crimini di guerra», ha aggiunto Miliband.Il nuovo premier inglese? Spilla birra nei video socialPer decenni il primo ministro britannico è stato sinonimo di sobrietà e understatement. Gli annunci, se no...REAZIONE ISRAELIANA