“Primarie? Prima il programma, poi decideremo”. Alla festa nazionale di Alleanza Verdi Sinistra a Roma, si ritrovano sul palco insieme i leader di Pd, M5s e Avs – i principali partiti della futura coalizione progressista – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, per la prima volta dopo la pausa estiva. “Sbrigateve“, urlano in romanesco dalla platea, con tanto di cartello, rivolti verso chi dovrebbe costruire l’alternativa di governo contro le destre e Giorgia Meloni. “Sono d’accordo”, replica Bonelli. Ma “chiediamo alla premier che ci dica quando vuole votare. La data delle elezioni non è una trattativa privata tra lei, Antonio Tajani e Matteo Salvini”. Eppure, i nodi restano ancora irrisolti, al di là delle promesse di unità e di accelerare sul cantiere della coalizione progressista: dal metodo per la scelta della leadership, passando per le divisioni sulle armi all’Ucraina e alla affidabilità o meno degli altri futuri partner (Matteo Renzi, assente alla foto di rito) restano ancora le distanze.

“L’alternativa c’è”, ribadisce però Nicola Fratoianni, ricordando le tappe del percorso comune già da tempo intrapreso in Parlamento. Cercando di smussare le differenze e rivendicando “coraggio” per trovare una sintesi, soprattutto sul tema del sostegno militare a Kiev, così come sulla tassazione delle grandi ricchezze. “Siamo pronti a trasformare il mese di ottobre in una fase di grande consultazione popolare per la definizione del programma”, fa eco Bonelli. Ma quel programma sul quale i leader ora promettono una dead line definita (dopo il 20 settembre, una volta terminato il percorso di Nova dei 5 Stelle) non sarà semplice. Al di là di quanto sottolineato anche dalla segretaria dem. Perché saranno pure “tre contro 4.850 cose su cui siamo d’accordo“, sottolinea Schlein richiamando una canzone di Daniele Silvestri, ma restano nodi pesanti. Allo stesso modo come i leader preferiscono prendere tempo, ancora una volta, sugli altri possibili partner di coalizione e sul metodo per indicare il candidato premier. “Sbaglieremmo a fare il perimetro da sigla a sigla, da nome a nome, ma dobbiamo farci carico di garantire la coerenza di un programma”, replica Schlein ai dubbi di Conte sull’affidabilità di Renzi. “Bastano loro”, c’è stato chi ha però gridato dalla platea verso il palco quando la giornalista Daniela Preziosi ha evocato il leader di Italia Viva. “Non lavoro contro nessuno, mi preoccupo tantissimo che il governo sia solido, vincente ma che ci garantisca la possibilità di cambiare il Paese”, ha precisato il leader del M5s, Giuseppe Conte. “Per questo c’è un problema di garanzie, di affidabilità, che non ci siano compagni di viaggio che con disinvoltura possano scartare per ragioni personali”.