Alla fine del confronto fra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, il messaggio più chiaro arriva dal pubblico dei militanti della festa nazionale di Avs, martedì 8 settembre a Roma, oltre duemila. Ci sono anche tanti elettori di centrosinistra venuti a capire qualcosa degli astratti furori dei propri leader. E il messaggio arriva subito, prima che i quattro si siano messi seduti, quando ancora si scatta la foto di rito. È la prima insieme dopo l’estate. Prima c’è stato il selfie di giugno in taverna e la sfortunata comparsata di Napoli fra le contestazioni dell’ultrasinistra.
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Una signora alza un cartello giallo: «Sbrigateve», scritto alla romana. «Sbrigamose», concorda Bonelli. È la linea di casa Avs: le primarie sarebbero da evitare, per Fratoianni «sono uno strumento, non sono buone né cattive, ma gli italiani ci chiedono come cambieremo la loro vita se vinciamo alle elezioni. Se Afd, i nazisti, prendono il 44 per cento (in Sassonia-Anhalt, ndr) è perché negli ultimi trent'anni la politica in maniera trasversale ha massacrato la civiltà del welfare e del lavoro. Se vinciamo noi cambia, diciamo questo al paese».











