Roma, 8 set. (askanews) – “L’alternativa c’è”, Nicola Fratoianni lo dice prima ancora del dibattito alla festa di Avs che riunisce di nuovo Pd-M5s e Verdi-Sinistra al rientro dalla pausa estiva. L’appuntamento è stato preparato con attenzione, sul palco tutti evitano di impelagarsi nella discussione sulla scelta del leader, anteponendo il programma, che Angelo Bonelli invita a scrivere rapidamente (“Sbrigamose”, dice in romanesco, aggiungendo che presto verrà presentata una proposta di legge contro il caro-energia). Non è un caso, spiega uno dei leader del ‘campo largo’: “qualcuno ha convinto tutti che prima dobbiamo definire il programma”. E definire il programma non sarà una passeggiata, perché le differenze restano, saranno pure “tre contro 4.850 cose su cui siamo d’accordo”, come dice (con un richiamo a una canzone di Daniele Silvestri) Elly Schlein, ma sono differenze ‘di peso’.

Una di queste riguarda proprio la scelta del leader. Nessuno entra nel merito, tranne la leader Pd che ribadisce la sua linea, ci sono solo due possibilità: “Valuteremo se fare un accordo” che porti a indicare come leader “chi prende un voto in più o se fare delle primarie a cui mi sono sempre detta disponibile”. Per la leader Pd non c’è altra opzione, nessun ‘terzo nome’ da definire ad un tavolo della coalizione, niente accordi in stanze chiuse.