Prima chiude. Poi apre uno spiraglio. Quindi richiude, ma chissà fino a quando. Sigfrido Ranucci continua a tenere in sospeso il capitolo della possibile discesa in politica, tra smentite nette e battute che inevitabilmente finiscono per alimentare le voci. A margine della presentazione romana del suo libro “Il ritorno della casta”, l’ormai ex conduttore di Report aveva risposto così ai giornalisti: “Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai...”. Una frase accompagnata da una risata, ma sufficiente a lasciare la porta socchiusa.Poche ore dopo, però, Ranucci sceglie toni diversi. “Ma quale candidatura, ma quale politica: io voglio continuare a fare inchieste. Hanno fatto tutto questo casino per cacciarmi e togliermi da Report perché, forse, la politica mi teme più come giornalista d’inchiesta. Ho fatto inchieste per 35 anni. Mi hanno spostato e ancora non ho capito perché. Non scendo in politica: la politica è una cosa seria e non mi sento all’altezza, è un mestiere troppo serio per me”, ha dichiarato all’Adnkronos dal Villetta Social Lab della Garbatella, “dove sono nato, non come altri che sono emigrati in questo quartiere. Ogni riferimento è puramente casuale”, ha aggiunto sorridendo.Il tema, insomma, viene respinto. Ma continua a tornare. Anche perché nelle ultime settimane si è parlato soprattutto di una possibile candidatura con Alleanza Verdi e Sinistra. Le indiscrezioni erano state alimentate anche dall’invito rivolto al giornalista per partecipare alla festa nazionale di Avs a Roma. Angelo Bonelli aveva però liquidato i retroscena come “totalmente inventati”, assicurando che nel partito non si stava discutendo di alcuna candidatura. Anche se non mancano gli sponsor, a partire da Mimmo Lucano.E Ranucci stesso, mentre assicura di non voler fare politica, torna proprio sui numeri che misurano il suo eventuale peso elettorale. “Vedo politici che parlano del format di Report anziché fare il loro lavoro. Nonostante la campagna di discredito secondo il sondaggio Swg pubblicato da La7 ho il 7% di gradimento. Ma c’è anche un altro dato, il 63% degli italiani mi considera credibile per guidare il Paese. Ma Mentana questo non lo dice”.Il riferimento è alla rilevazione Swg diffusa dal Tg La7. Alla domanda “Ranucci potrebbe essere un buon leader politico?”, il 39 per cento degli intervistati ha risposto negativamente. Il 26 per cento non sa, il 20 per cento sceglie il “può darsi” e il 7 per cento dice “sicuramente sì”. Un altro 8 per cento avrebbe invece valutato positivamente una sua discesa in campo prima delle ultime vicende legate al caso Lavitola, ma non più adesso. Lo stesso sondaggio fotografa anche una forte polarizzazione politica attorno all’ex volto di Report: il 75 per cento degli elettori di centrosinistra lo considera “vittima di un disegno politico”, percentuale che scende al 24 per cento tra gli elettori di centrodestra.Ranucci rivendica però soprattutto un altro dato. “Il sondaggio è stato una sorpresa, perché io non ho annunciato né che mi candido e né ho fatto campagna elettorale”, aveva osservato. Quindi aveva sottolineato il peso di chi risponde “può darsi” o “non saprei” all’ipotesi di votarlo e soprattutto la sua credibilità personale: “È sopra il 60% dopo tre mesi di campagne vergognose, la più grande character assassination della storia”. Conclusione affidata a una stoccata: “Qualcuno dovrà anche dire a questi che hanno scritto tutti questi articoli che hanno sbagliato”.Poi, ancora una volta, arriva la chiusura: “La Rai mi ha spostato da Report: forse mi teme più come conduttore che come giornalista. Ma lo ripeto, non voglio entrare in politica: non è mia intenzione candidarmi. Quello che mi piacerebbe fare è tornare a fare inchieste. Vedremo dove”. E ancora: “Voglio continuare il mio impegno civile, battermi per i diritti civili e stare al fianco delle persone più fragili e più bisognose. Dove? Vedremo, ovunque mi sia possibile farlo”.Non è venuto meno un nuovo attacco al governo e al premier Meloni: “Ho letto che Giorgia Meloni si è lamentata perché mi hanno reso un martire. Non si rammaricava perché hanno ucciso me e le persone a me vicine. Questo la dice lunga sul concetto di democrazia che ha il nostro presidente del consiglio. Di come la concepisce una persona che ha citato più volte il mio nome come La Russa dicendo che bisogna cambiare Ranucci, basta che non viene uno peggiore, e bisogna cambiare il format di Report come se fosse l’editore. Salvini che ha detto che devo spiegare le mie frequentazioni. Io, non lui... quelle del genero e del suocero, che è stato condannato per bancarotta vanno bene? Devo spiegare io le frequentazioni con Lavitola che mi ha messo una bomba? E tutti quelli che hanno frequentazioni con Ciavardini stragista, quelle vanno bene?”, ha concluso l’ex conduttore.Il solito ritornello. Tornando alla discesa in campo, al momento la candidatura è esclusa. Almeno nelle dichiarazioni più nette. Ma tra un “non ci penso”, un “se mi cacciano proprio dalla Rai...” e un nuovo “non è mia intenzione candidarmi”, Ranucci continua a muoversi sul filo dell’ambiguità. E finché resterà quel “vedremo”, le voci sulla politica difficilmente smetteranno di inseguirlo.