Quasi sempre il suo nome è assorbito dal nome collettivo che la raggruppa con gli altri due Paesi Baltici; in più, l’Estonia è dei tre il più distante geograficamente dal cuore dell’Europa, affacciata com’è sul Golfo di Finlandia e vicina alla russa San Pietroburgo. È quindi con una scelta voluta che affidiamo al piccolo stato baltico il compito di segnare la svolta dai temi estivi a quelli che introducono all’autunno e, ebbene sì, a quelli che da qualche anno sono diventati i “must” autunnali: i foliage. Sì, perché se sono molti nel Vecchio Continente i luoghi in cui ammirare i colori cangianti delle foglie di ogni foggia e taglia, in Estonia, dove le foreste coprono il 51% del territorio, il mix di rosso, oro e ambra che oltre alle foreste coinvolge anche le numerose e diffuse torbiere, i bog, è davvero straordinario tanto da avere un suo nome nell’idioma locale, “ruska”. In realtà, non si tratta solo di un fenomeno naturale dato che il “ruska” è un vero e proprio rito di passaggio che coinvolge cultura e tradizioni.
Le foreste si alternano con le torbiere Sono queste settimane autunnali così colorate che vengono denominate lassù “il tempo delle anime” e in cui infatti si celebrano Mardipäev e Kadripäev, veri e propri momenti di cultura popolare. Il 10 novembre, per Mardipäev, bambini e famiglie vanno di casa in casa portando auguri per il prossimo anno agricolo; il 25 del mese, invece, Kadripäev celebra la protezione degli animali domestici e il benessere dell’intera comunità. In un territorio di dimensioni così contenute — 45.300 kmq su cui vivono 1 milione e 300mila persone —, è più facile che non si creino fratture tra i centri urbani e la campagna. I toni autunnali colorano anche i parchi della capitale Tallinn, una delle città europee in cui natura e vita cittadina convivono meglio.









