Quasi sempre il suo nome è assorbito dal nome collettivo che la raggruppa con gli altri due Paesi Baltici; in più, l’Estonia è dei tre il più distante geograficamente dal cuore dell’Europa, affacciata com’è sul Golfo di Finlandia e vicina alla russa San Pietroburgo. È quindi con una scelta voluta che affidiamo al piccolo stato baltico il compito di segnare la svolta dai temi estivi a quelli che introducono all’autunno e, ebbene sì, a quelli che da qualche anno sono diventati i “must” autunnali: i foliage. Sì, perché se sono molti nel Vecchio Continente i luoghi in cui ammirare i colori cangianti delle foglie di ogni foggia e taglia, in Estonia, dove le foreste coprono il 51% del territorio, il mix di rosso, oro e ambra che oltre alle foreste coinvolge anche le numerose e diffuse torbiere, i bog, è davvero straordinario tanto da avere un suo nome nell’idioma locale, “ruska”. In realtà, non si tratta solo di un fenomeno naturale dato che il “ruska” è un vero e proprio rito di passaggio che coinvolge cultura e tradizioni.