Non esiste una classifica ufficiale, ma ai primi posti nelle graduatorie stilate dalle riviste e blog di viaggio sulle regioni con i colori autunnali più belli, compare sempre l’Alto Adige (Südtirol): per i toni gialli e arancioni dei vigneti, per l’intensità cromatica di castagneti e meleti, per le sfumature cangianti delle Dolomiti. Relativa ai colori di questa catena montuosa, sito Unesco dal 2009, c’è anche una parola di origine ladina: “Enrosadira”. Significa “diventare rosa”, “arrossire”.
Le parole per definire i colori sono importanti, possono fare la fortuna di una stagione e di un territorio. In tutto il mondo, dall’America, all’Europa e al Giappone, migliaia di turisti si spostano per il Foliage (parola inglese diventata universale). Ma è un vocabolo riduttivo. In tedesco c’è un termine molto più efficace, Herbstfärben. Termine composto che, in italiano, si traduce con “colori (e sfumature) autunnali”, intesi non solo per le foglie, ma anche per le sensazioni.
Alla scoperta degli Herbstfärben dell’Alto Adige, il 23 settembre e il 4 novembre, le Associazioni turistiche di San Genesio (Jenesien) e Meltina (Mölten) propongono le escursioni adatte a tutti, intitolate “Sulle tracce dei prati dei Larici sull’Altopiano del Salto”. Sì, perché il Larice è una pianta di montagna che, in autunno, acquisisce un colore giallo dorato. Assistere a questo spettacolo naturale non è solo un’esperienza visiva, ma anche sensoriale, perché l’aroma resinoso si unisce a quello del muschio e degli aghi dorati dei Larici caduti sull’erba.







