Il porto di Gioia Tauro, immagine di repertorio.

Dopo 6 mesi di stallo, un controllo su 8 unità non ha rilevato contenuti di rilievo penale. Ma il carico è composto in tutto da 16 container e potrebbe lasciare lo scalo calabrese sulla Rossella III lunedì 14 settembre, proseguendo via Atene fino ad Haifa. Sindacati e collettivi chiedono di vedere la perizia e contestano la decisione. Domani attesa un’ispezione al porto dell’europarlamentare di Avs Lucano.

Tra marzo e maggio, 16 container diretti verso Haifa, in Israele, sono arrivati nel porto di Gioia Tauro, in Calabria. La spedizione è partita da una ditta indiana che produce anche acciaio balistico destinato all'industria militare e, nei mesi scorsi, una perizia della Guardia di finanza ha stabilito che al loro interno ci sarebbe acciaio di grado militare classificato come dual use, che potrebbe essere utilizzato anche per fini bellici.

Ora tutti i 16 container sembrano pronti a partire in direzione di Israele, con partenza prevista per il 14 settembre dal porto calabrese. Secondo il servizio di tracciamento di Msc, la compagnia che gestisce il terminal dei container a Gioia Tauro, il carico arriverà in Grecia con una prima spedizione per poi ripartire dal Pireo, il principale porto del Paese, a bordo di una seconda nave e arrivare ad Haifa il 22 settembre. I sindacati dei portuali e i collettivi pro-Pal locali seguono la vicenda da mesi e, insieme alla parlamentare del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico e all'europarlamentare di Alleanza Verdi Sinistra Mimmo Lucano, avevano chiesto alla Guardia di finanza di verificare il contenuto dei container. Per sbloccare la situazione era necessaria un'ulteriore verifica da parte di un perito, nominato dal ministero dell'Interno, che potesse analizzare la composizione della lega metallica, dal momento che la legge italiana vieta il commercio e il transito di materiali d'armamento verso Paesi coinvolti in un conflitto. Secondo l'agenzia Ansa, da un'ulteriore perizia effettuata su 8 dei 16 container non sarebbe emerso alcun "contenuto di rilievo penale".