Si chiude con il via libera definitivo alla ripartenza della nave la vicenda degli otto container fermati nei mesi scorsi nel porto di Gioia Tauro perché sospettati di trasportare componenti destinati alla produzione di armamenti per Israele. Le verifiche tecniche condotte dagli uffici competenti hanno infatti spazzato via ogni ombra d’illecito, confermando che il materiale trasportato non viola le normative vigenti sui traffici internazionali e sul transito di armi.

Gli accertamenti tecnici e la decisione della Procura

Dalla perizia tecnica effettuata sul carico sbarcato nello hub calabrese e sottoposto a scrupolosa ispezione da parte dei militari della Guardia di Finanza e dei funzionari dell’Agenzia delle Dogane non è emerso alcun «contenuto di rilievo penale», elemento che ha portato alla formale autorizzazione per lo sblocco e la prosecuzione del viaggio verso la destinazione finale.

I controlli erano scattati a seguito di una segnalazione relativa alla natura di alcune barre d’acciaio, sia a sezione quadrata sia circolare, la cui conformazione aveva fatto ipotizzare un possibile impiego nella fabbricazione di equipaggiamenti militari. Un’ipotesi sollecitata anche dalle recenti prese di posizione politiche, tra cui la richiesta di chiarimento presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Ranuccio.