Il mercato, del resto, invia segnali chiari. Secondo l'indagine IPER condotta da IVASS, nel terzo trimestre del 2025 il premio medio della RCA auto ha raggiunto i 436,8 euro, con un incremento del 5% su base annua. Un rincaro che spinge sempre più consumatori a valutare con attenzione ogni singola clausola contrattuale, alla ricerca del giusto equilibrio tra tutela e sostenibilità economica. Un obbligo di Legge dai contorni sempre più ampi Il Codice della Strada e il Codice delle Assicurazioni Private impongono che ogni veicolo a motore, per circolare su strade a uso pubblico, sia coperto da polizza RC auto. La finalità è duplice: proteggere il patrimonio di chi guida dalle richieste di risarcimento avanzate da terzi e garantire a chi subisce un danno un indennizzo certo, senza dover attendere i tempi della giustizia civile. Il perimetro dell'obbligo, peraltro, si è recentemente ampliato. Il D.Lgs. 184/2023 ha esteso la copertura anche ai veicoli fermi in aree private, come cortili condominiali, garage e parcheggi pertinenziali. Una novità che ha ampliato in modo significativo la platea dei mezzi soggetti all'obbligo assicurativo, imponendo maggiore attenzione anche a chi utilizza il proprio veicolo solo saltuariamente. Cosa copre davvero la polizza e quando interviene lo Stato La copertura di base interviene per risarcire i danni provocati a terzi durante la circolazione: altri veicoli, strutture, pedoni, passeggeri e conducenti coinvolti. È fondamentale però conoscerne i limiti. La tutela minima obbligatoria non copre: i danni subiti dal veicolo del conducente responsabile; le lesioni riportate dallo stesso guidatore in caso di sinistro con colpa; il furto, l'incendio e i danni da eventi atmosferici. Per proteggersi da queste eventualità occorre integrare la polizza con garanzie accessorie, come l'infortunio del conducente o la kasko. Esiste inoltre una rete di sicurezza pubblica: il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito operativamente da Consap, interviene nei casi in cui il responsabile risulti non assicurato o non identificato, assicurando comunque un ristoro al danneggiato. I massimali, il vero cuore economico del contratto È sul terreno dei massimali che si gioca la partita più delicata, spesso sottovalutata. Il massimale rappresenta la cifra massima che la compagnia si impegna a versare in caso di sinistro. I valori minimi, fissati dall'art. 128 del Codice delle Assicurazioni Private e aggiornati con il D.M. 31 maggio 2022, sono attualmente pari a: 6,45 milioni di euro per i danni alle persone; 1,3 milioni di euro per i danni alle cose. Un dettaglio tecnico merita particolare attenzione: questi importi valgono per sinistro e non per singola vittima. In presenza di più feriti, il plafond disponibile si ripartisce tra tutti i danneggiati. Ecco perché, negli scenari più gravi – incidenti con feriti multipli o invalidità permanenti – il minimo di legge può rivelarsi insufficiente, con l'eccedenza che ricade direttamente sul patrimonio personale del responsabile. Elevare il massimale, a fronte di un costo aggiuntivo generalmente contenuto, costituisce quindi una scelta di tutela patrimoniale prima ancora che assicurativa. Franchigie, scoperti e il calcolo del premio Accanto ai massimali, la struttura del premio dipende da altri due elementi tecnici che è bene non confondere: la franchigia, ovvero l'importo fisso di danno che resta a carico dell'assicurato, noto in anticipo; lo scoperto, che indica invece una percentuale della spesa e viene quantificato solo dopo la stima del danno. Entrambi possono ridurre il costo del premio, ma comportano una maggiore esposizione economica diretta in caso di incidente. Il prezzo finale, poi, è regolato dal sistema bonus malus, che assegna una classe di merito destinata a migliorare in assenza di sinistri e a peggiorare in caso di responsabilità accertata. Chi si assicura per la prima volta parte generalmente dalla classe 14, salvo poter beneficiare della Legge Bersani o della RCA Familiare, strumenti che consentono di ereditare la classe più vantaggiosa di un familiare convivente. Sul premio incidono infine la provincia di residenza, l'età e l'anzianità di patente del conducente, oltre alla potenza e al valore del veicolo: le aree urbane ad alta incidentalità registrano di norma tariffe superiori rispetto ai contesti rurali. Una scelta consapevole in un mercato in evoluzione In un contesto di premi crescenti e di digitalizzazione dei servizi, la scelta della polizza non può ridursi alla sola ricerca del prezzo più basso. La convenienza reale si misura confrontando massimali, franchigie, garanzie accessorie e qualità dell'assistenza in caso di sinistro. La vigilanza di IVASS sul rispetto dei minimi di legge offre una garanzia di base, ma la costruzione di una copertura realmente adeguata resta una responsabilità del singolo automobilista. Analizzare con lucidità il proprio profilo di rischio, valutare l'effettivo utilizzo del mezzo e leggere con attenzione il set informativo prima della sottoscrizione sono i tre pilastri di una decisione informata. Perché, in ultima analisi, una polizza ben calibrata non è un costo da comprimere, ma un investimento nella protezione del proprio patrimonio.