Per l’International Renewable energy Agency (IRENA) e l’International Labour Organization (ILO), L'occupazione nel settore energetico globale sta crescendo a un ritmo superiore a quello dell'economia nel suo complesso: nel 2024 è aumentata del 2,2%, contro un aumento dell'occupazione dell'1,3% nell'economia in generale. L'Ue è al secondo posto dopo la Cina, con 1,8 milioni di posti di lavoro collegati direttamente o indirettamente alle energie rinnovabili, mentre la Cina era a 7 milioni di posti di lavoro nel settore dell'energia pulita.

L'Ue ha messo in atto un quadro politico sempre più favorevole per rafforzare la produzione di tecnologie pulite, accelerarne la diffusione e affrontare le strozzature industriali, compreso il Clean Industrial Deal, il Net-Zero Industry Act, la proposta di legge Industrial Accelerator Act e AccelerateEU, insieme a una serie di strumenti finanziari e iniziative mirate, come la strategia Battery Booster, che sostiene l'ampliamento della capacità produttiva di batterie nell'Ue.

Il nuovo rapporto “Clean energy technologies in the European Union — implications for quality jobs, skills and a just transition” pubblicato oggi dall'European Environment Agency (EEA - Agenzia europea dell'ambiente), conferma che «Le tecnologie per l'energia pulita stanno creando centinaia di migliaia di posti di lavoro in tutta l'Unione europea», ma avverte che «La persistente carenza di lavoratori qualificati rischia di rallentare la crescita futura, mentre al contempo il settore dell'energia pulita si trova ad affrontare sfide in termini di inclusione, con una sottorappresentazione di donne e giovani».