Gli Usa dicono di aver distrutto cinque petroliere iraniane. Teheran rivendica attacchi contro dieci navi. Amman fa sapere di aver intercettato 18 dei 20 missili. Il Brent sale a 99,49 dollari al barile, ai massimi dalla fine di giugnoSale ancora la tensione tra Stati Uniti e Iran.Ieri il Comando centrale statunitense ha dichiarato di aver distrutto cinque petroliere iraniane: l’attacco è stato una rappresaglia dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica aveva tentato per due volte, nei due giorni precedenti, di colpire con missili balistici una nave da guerra della Marina Usa. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito Teheran che ogni nuovo tentativo di colpire le unità navali statunitensi avrà come conseguenza nuovi attacchi contro le petroliere iraniane. La risposta iraniana è arrivata poche ore dopo. L’Irgc ha affermato di aver attaccato dieci navi nello Stretto di Hormuz, tra cui due unità statunitensi e otto petroliere, accusate di aver attraversato una zona che Teheran considera «proibita e non sicura». L’Iran ha inoltre rivendicato un attacco con missili balistici contro una base utilizzata dagli Stati Uniti vicino ad Al Azraq, in Giordania. Sostiene di aver provocato gravi danni, ma Amman riferisce che le difese aeree hanno intercettato 18 dei 20 missili lanciati: gli altri due sarebbero caduti in zone disabitate, senza vittime. Un funzionario statunitense ha dichiarato che tutti i militari americani sono al sicuro.La tensione si riflette anche sulle rotte commerciali. Martedì soltanto sei navi per il trasporto di materie prime hanno attraversato Hormuz, contro una media di circa dodici al giorno nei dieci giorni precedenti. Nel Bab el-Mandeb i transiti sono stati 25, contro una media di 27. Sono dati preliminari, perché alcune navi possono navigare con i transponder spenti. Il rischio di nuove interruzioni delle forniture ha spinto il Brent fino a circa 99,5 dollari al barile, vicino alla soglia dei 100. PUNTI CHIAVE08:14Prezzi del petrolio in rialzo