mercoledì 9 settembre 20262' di letturaNuovi, fortissimi venti di guerra in Iran. Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato su X che le sue forze armate hanno "distrutto cinque petroliere iraniane" in risposta agli attacchi di Teheran a una nave da guerra americana. E nel giro di poche ore, ecco la contro-reazione durissima di Teheran.Le forze del Centcom hanno distrutto martedì 8 settembre cinque petroliere iraniane, dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) aveva preso di mira una nave da guerra della Marina Usa con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni. L'unità statunitense "è riuscita a evitare i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione", si legge nel post in cui si precisa che "nessun componente del personale americano è rimasto ferito". Di fatto, il Centcom "ha distrutto le petroliere dell'Irgc M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, nonché la M/T Derya vicino all'isola di Kharg. Le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili".La conferma arriva anche dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che ha definito l'"esercito americano, aggressore, terrorista, sconfitto e disperato". Per rappresaglia, le Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato un'operazione punitiva contro la base statunitense di Al-Azraq, in Giordania, sferrando pesanti attacchi missilistici con l'impiego di missili balistici a propellente solido e liquido. L'operazione ha preso di mira gli hangar di riparazione e manutenzione, le aree di preparazione e le postazioni di schieramento dei velivoli da combattimento F-35, F-16 e F-15, nonché gli hangar dei caccia, infliggendo gravi danni al nemico. I Pasdaran hanno dichiarato che gli Stati Uniti sono ricorsi a mosse disperate dopo essersi scontrati con la potente Marina del Corpo nello Stretto di Hormuz, ricevendo un'immediata e decisiva risposta. La nota ha inoltre affermato che la ferma battaglia delle Forze Armate iraniane contro il nemico aggressore proseguirà fino alla cessazione dell'aggressione. Nel mirino della Marina iraniana sono finite anche due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo Persico. Sono state attaccate inoltre dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr. Nel frattempo, escalation dopo escalation, il conflitto in Medio Oriente si sta ripercuotendo nuovamente sui prezzi del petrolio che nelle prime contrattazioni in Asia, hanno sfiorato la soglia dei 100 dollari al barile. L'aumento dei prezzi del greggio non é tuttavia responsabile dell'impennata dei costi dei carburanti, provocato invece dalla notevole riduzione del numero delle raffinerie in attività. Molte delle quali, in Russia, in Arabia Saudita e nei paesi del Golfo sono state distrutte nel corso dei rispettivi conflitti.