"La paura c’è, certo che c’è". Ma "io mi fido della giustizia". Da giugno scorso Louis Dassilva è un uomo libero, ma sa bene che sul delitto di Pierina Paganelli la partita non è ancora finita. All’orizzonte c’è l’appello e c’è la possibilità di ritrovarsi di nuovo catapultato in un processo, dopo 694 giorni già trascorsi in carcere. Di questo, ma soprattutto della relazione con Manuela Bianchi, nuora di Pierina, Dassilva - assolto in primo grado dall’accusa di aver ucciso la pensionata 78enne il 3 ottobre del 2023 in via del Ciclamino - è tornato a parlare nella seconda parte dell’intervista a Salvo Sottile, a "Ore 14".

A proposito della frequentazione con Manuela (per gli inquirenti, il movente alla base del delitto) Dassilva – assistito dagli avvocati Andrea Guidi e Riario Fabbri – sostiene che nessuno ne fosse a conoscenza. "L’unica che avrebbe potuto scoprirla era mia moglie, ma comunque non poteva succedere niente". E proprio su questo punto esclude che quella storia potesse rappresentare un pericolo: "A parte mia moglie, non poteva essere un pericolo per me".

Si arriva così al video del 4 ottobre 2023, registrato dalle telecamere della Questura di Rimini poche ore dopo il ritrovamento del corpo di Pierina. Manuela gli chiede: "Dimmi che non devo temere niente per questa cosa". Una frase sulla quale gli investigatori si sono soffermati a lungo. Dassilva dà però un’altra lettura: "Fin dall’inizio, quando lei entra nella stanza, stavamo parlando della nostra relazione. Abbiamo sempre parlato di quello. Per questo le ho risposto così". E la storia con Manuela, racconta, sarebbe anche potuta continuare: "Avremmo potuto continuare a vederci, per questo le ho risposto così. Non sarebbe cambiato niente".