Rimini, 7 settembre 2026 – Una nuova casa, il ritorno al lavoro come metalmeccanico e la vita insieme alla moglie Valeria Bartolucci. Quasi tre mesi dopo l’assoluzione per l’omicidio di Pierina Paganelli, Louis Dassilva prova a rimettere insieme i pezzi della sua quotidianità. Ma la vicenda giudiziaria è tutt’altro che chiusa. Per conoscere le ragioni che hanno portato i giudici ad assolverlo bisognerà aspettare ancora: è stata chiesta una proroga di altri 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza. E la procura di Rimini ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Dassilva in studio con il conduttore Salvo Sottile e i suoi avvocati (Fonte: Rai 2)

Dassilva ha rotto il lungo silenzio: “L’assoluzione è stata una liberazione”

Dassilva, intanto, rompe il lungo silenzio e torna a parlare pubblicamente in un'intervista con il conduttore di ‘Ore 14’ Salvo Sottile. Dassilva, in studio con i suoi avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, parte proprio dalla notte tra il 9 e il 10 giugno, quando, dopo 16 ore di camera di consiglio, nell’aula Falcone e Borsellino del tribunale di Rimini arrivò l’assoluzione "per non aver commesso il fatto". Un verdetto che il 36enne, racconta, inizialmente non aveva neppure compreso. "Se l’avvocato non mi avesse toccato per farmi capire, non avrei neanche capito. Però subito dopo è stata una liberazione, una presenza di luce, un peso che era troppo pesante e di cui mi sono liberato". Poi le lacrime, dopo 694 giorni trascorsi in carcere. "Avevo fiducia. Però la paura c’era. Mi sono messo a piangere perché ho pregato tanto, pregato tanto, e la gente mi ha aiutato anche a pregare". E il primo gesto da uomo libero è stato quanto di più normale si possa immaginare: una colazione insieme ai suoi avvocati. "Sono delle piccole cose, ma per apprezzare le piccole cose devi avere il momento in cui non ce le hai, il momento della mancanza. Quando ti mancano, le apprezzi di più".