il commentoSegui Domani su Google09 settembre 2026 • 07:00Il radicalismo islamista non è stato cancellato, anzi ha prodotto un mostro perfino più feroce come l’Isis, che oggi sobbolle in varie parti del mondo. La war on terror ha reso più sicure le società occidentali, come dimostra il rarefarsi degli attentati islamisti. Ma ha avuto un prezzo. E per quanto nel suo discorso al Congresso Bush avesse voluto distinguere tra al Qaeda e islam, in Occidente vasti settori della politica e dei media sposarono la teoria dello «scontro tra civiltà»La «guerra al terrorismo» fu proclamata dal presidente Bush nove giorni dopo l’11 settembre, in un discorso al Congresso. Da allora, e fino alla presidenza Obama, «war on terror» fu l’impegno e per certi versi l’ideologia delle democrazie occidentali, oltre che il pretesto col quale molti autoritarismi spensero nelle camere di tortura anche l’opposizione islamica non terrorista e talvolta neppure islamica. Adeguato alle intense emozioni del momento, il discorso di Bush leggeva l’attacco alle TwiGuido RampoldiScrittore e giornalista. Dal 1987 al 2011 ha seguito tutti i più importanti eventi di politica estera, prima per "La Stampa" e poi per "La Repubblica". Inviato speciale, editorialista e war-correspondent, ha vinto alcuni tra i maggiori premi di giornalismo, tra i quali il Barzini e il Mad David. Laureato in Filosofia, ha pubblicato saggi sullo sterminio come pratica ‘politica’ dal dopoguerra ad oggi (L'innocenza del Male, Laterza 2004) e sull'uso politico degli idrocarburi nel mondo contemporaneo (I giacimenti del potere, Mondadori 2006). Un suo romanzo ambientato in Afghanistan (La mendicante azzurra, Feltrinelli 2008) ha vinto il Premio Bagutta opera prima. Il suo successivo romanzo (L'acrobata funesto, Feltrinelli 2012) è stato letto come una satira del giornalismo corrente.