Milano è, oggi più che mai, «the place to be», il posto in cui essere. Parola di Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, intervenuto ieri mattina durante la conferenza stampa della Milano Fashion Week Primavera Estate 2027. Una settimana della moda che dal 22 al 28 settembre 2026 condensa un calendario fittissimo, con «il numero più alto di eventi da molti anni» specifica. E che attirerà circa 141mila visitatori, di cui 78mila stranieri, come ha ricordato l’assessora allo Sviluppo economico, Moda e Design Alessia Cappello.
A sottolineare la portata dell’appuntamento anche una presenza dal vivo non così abituale in Sala Alessi a Palazzo Marino: quella del sindaco Giuseppe Sala (sarà infatti la sua ultima fashion week da primo cittadino, prima delle elezioni comunali del 2027). Un passaggio dal sapore inevitabilmente conclusivo, ma soprattutto l’occasione per ribadire quanto la moda e Milano abbiano imparato, negli anni, a crescere insieme.
Calendario sfilate Milano 2026: i numeri
Il calendario conta, al momento in cui scriviamo, ben 218 appuntamenti complessivi: 61 sfilate (di cui 54 fisiche e 7 digitali), 88 presentazioni (4 su appuntamento), 54 eventi e 15 appuntamenti nell’ambito del Fashion Hub. Un programma serrato che arriva in un momento ancora molto delicato per il settore. Per il 2026 Camera Nazionale della Moda Italiana infatti stima un fatturato complessivo di circa 91,4 miliardi di euro, in calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Qualche segnale incoraggiante, però, c’è. Dopo un gennaio a -8,5%, il secondo trimestre ha mostrato una prima inversione di rotta, con il fatturato in crescita ad aprile e giugno e una sostanziale stabilizzazione rispetto allo stesso periodo del 2025. Molto, come ha ricordato Carlo Capasa in conferenza stampa, continuerà a dipendere dallo scenario internazionale: «Se la situazione geopolitica cambia, la moda risponde velocemente. Lo abbiamo visto anche in questi mesi».










