Milano – La settimana della moda donna più importante dell’anno torna dal 22 al 28 settembre con un calendario internazionale. E quest’anno “lo sforzo della città - ha detto il sindaco Sala - è quello di non lasciare indietro nessuno”. Così Vogue ha sposato una causa sociale: pagherà la riqualificazione della biblioteca comunale di Quarto Oggiaro, due milioni l’investimento. Mentre Marras sfilerà fra la gente al giardino Muccioli.
"Milano offre un contesto unico”
Per Carlo Capasa, presidente di CNMI: “La forza di Milano fashion week nasce dalla capacità di integrare le diverse dimensioni della moda creativa: i grandi brand che hanno contribuito a costruire l’autorevolezza internazionale del Made in Italy e i nuovi talenti che stanno immaginando il futuro del nostro settore. Milano continua ad attrarre brand e creativi perché offre un contesto unico, nel quale industria e ricerca, visioni consolidate e nuovi linguaggi coesistono e accrescono il valore della moda”.
I numeri del settore
Un po’ di dati economici che raccontano la salute del settore. L’export della moda italiana è rimasto in flessione anche nei primi cinque mesi del 2026. È uno dei dati dei Fashion Economic Trends resi noti dalla Cnmi. Secondo i numeri, il commercio mondiale di prodotti tessili e abbigliamento è rimasto instabile fino a giugno. I dati dell’Itc (l’International Trade Center, Agenzia congiunta del Wto e dell’Onu) sul commercio mondiale di prodotti tessili e dell’abbigliamento mostrano nel primo semestre un andamento erratico, che riflette il clima di incertezza e l’oscillazione dei prezzi internazionali. La media semestrale resta però in moderata crescita (+1,3%) rispetto al primo semestre del 2025. Le ultime stime per giugno mostrano una accelerazione (+3,8%), che tuttavia è difficile considerare come l’inizio di una tendenza positiva.











