Vincere una causa da 267mila euro, ma invece di passare a riscuotere… fare un passo indietro. Anche perché, quando di mezzo c’è la Vis, oltre ai conti ci sono da preservare i "rapporti istituzionali e sportivi". È la scelta del Comune di Pesaro che, dopo essersi visto riconoscere dal Tribunale tutti i 267.367,66 euro chiesti alla Vis per anni di bollette non pagate dello stadio Benelli, ha deciso di tornare a trattare con la società. Con la delibera 279 approvata venerdì 4 settembre, la giunta Biancani ha dato il via libera a una transazione e alla "rimodulazione parziale" del credito.
La storia riguarda le utenze di acqua, luce e gas dello stadio comunale che per anni il Comune ha pagato al posto della Vis. Le convenzioni per la gestione del Benelli prevedevano fin dal 2016 che fosse il gestore a intestarsi e pagare tutte le forniture. Cinque utenze (due di energia elettrica, due dell’acqua e una del gas) erano invece rimaste intestate al Comune, fino a maggio 2024. E così a un certo punto per il periodo dal 2019 al 2024 era arrivato un conto da oltre un quarto di milione.
Il 12 novembre 2024 il Comune comunicò alla Vis l’esistenza del debito, manifestando già allora la disponibilità a una rateizzazione o a una compensazione, parziale o totale, con lavori di manutenzione straordinaria eseguiti in precedenza dalla società. Il 13 gennaio 2025 arrivò poi l’avviso di accertamento esecutivo: il Comune rivoleva indietro i soldi che aveva pagato al posto suo. La Vis non ne ha voluto sapere e ha portato il Comune in Tribunale, chiedendo di annullare il provvedimento. Ha sostenuto, tra l’altro, che non fosse sufficientemente chiaro come fosse stata calcolata la cifra.






