In questi giorni i boschi del nostro Appennino registrano un crescente affollamento di cercatori di funghi. Con l’aumento delle presenze nei boschi, cresce anche il rischio di incidenti e persone disperse. "Il Soccorso Alpino e Speleologico -attraverso i suoi delegati e capisquadra sul territorio montano- invita tutti gli appassionati a vivere la stagione dei funghi con prudenza e consapevolezza. Il bosco può sembrare un ambiente facile e familiare, ma una caduta, un malore o la perdita dell’orientamento possono trasformarsi rapidamente in un’emergenza. Vogliamo richiamare l’attenzione sulla leggerezza con la quale spesso ci si approccia alla ricerca dei funghi, a cominciare dalla scarsa conoscenza del territorio, che in alcuni casi porta a perdere l’orientamento già nelle prime ore. I primi interventi di questa stagione si sono risolti positivamente grazie alla prontezza dei soccorritori, ma questo non deve indurre a sottovalutare i pericoli di questa attività".
I referenti del Saer colgono ogni occasione utile per raccomandare le poche e semplici precauzioni che però possono fare la differenza. Dal Saer arrivano dunque precise raccomandazioni per prevenire le tragedie. In primis, evitare assolutamente l’isolamento: molti fungaioli vanno soli per segretezza sui luoghi di raccolta, ma anche una banale frattura può impedire il rientro. Fondamentale è poi l’abbigliamento: no tassativo agli stivali di gomma (servono calzature tecniche da montagna con suola scolpita) e no agli abiti mimetici, che rendono difficilissimo l’avvistamento dall’alto o nel folto della vegetazione.












