Le piogge degli ultimi giorni hanno messo fine a un lungo periodo di siccità, iniziato a ripristinare le falde idriche e stanno dando l’umidità necessaria ai miceli per fruttificare. Sono la parte vegetativa dei funghi: filamenti che restano nel terreno e rimangono produttivi per gli anni successivi. «Gli incendi che hanno bruciato i boschi ossolani nell’ultimo mese e mezzo inevitabilmente hanno intaccato quelli presenti nel suolo, dove il fuoco è penetrato. I miceli stanno tra 10 e 40 centimetri sotto terra» spiega il micologo dell’Asl Vco Dimitri Gioffi. «C’è poi da fare una distinzione tra specie - aggiunge -: i boleti vivono in associazione con le radici di alberi, che se bruciate ne compromettono a presenza, mentre altri funghi come le mazze di tamburo, che tendenzialmente crescono nei prati, hanno tutto un altro ciclo biologico». Per i micologi il post incendio è tuttavia un campo di studi molto interessante «perché nei boschi provati dal fuoco possono crescere funghi particolari, non commestibili e difficilmente osservabili in altro ambiente» dice Gioffi. Ma agli appassionati fungiatt interessano quelli che si possono mangiare, soprattutto i prelibati porcini. Per loro il micologo ha buone notizie. «Secondo me la prossima settimana ci sarà una buttata. Vero che i terreni hanno patito un lungo periodo di siccità, con temperature molto alte, tanto che di fioroni, i primi funghi estivi, non ci sono stati, se non qualcuno a 1800 metri di quota, ma le ultime giornate di pioggia hanno bagnato bene la terra» riporta Gioffi, che è presidente dell’associazione micologica Bresadola. In valle Cannobina sabato 12 settembre, alle 16, al salone dell’asilo di Finero, in occasione della 34ª festa del fungo organizzata dall’Unione sportiva di Orasso, darà preziosi consigli. E la sera precedente - venerdì 11 alle 20,45 - in cappella Mellerio a Domodossola Gioffi sarà relatore della conferenza «Tra boschi e funghi, conoscere per non rischiare». Con lui ci sarà Fabrizio Manoni, vice comandante della polizia provinciale e guida alpina, che parlerà dei pericoli che si corrono in zone impervie. Le stagioni ricche di funghi nei boschi dell’Ossola, del Mottarone, nelle valli Intrasca e Cannobina sono le più temute da volontari e finanzieri del Soccorso alpino. La ricerca di fungiatt che si sono persi, sono caduti, non sono rientrati a casa con il buio (spesso senza lasciare detto dove andavano per tenere segreti i posti) alzano pesantemente il numero delle richieste di intervento. Gli orari degli sportelli Nell’incontro a Domodossola Gioffi si soffermerà sull’importanza di sapere distinguere i funghi commestibili da altri, all’apparenza magari molto simili, ma tossici. Per evitare avvelenamenti (che purtroppo ancora si verificano) l’Asl Vco anche quest’anno ha predisposto sportelli gratuiti di consulenza micologica. Si possono portare a controllare i funghi raccolti a Omegna (al dipartimento di prevenzione di Crusinallo) telefonando ai numeri 0323.868073 e 0323.868040; al distretto sanitario di Pallanza (0323. 541441 e 0323.541467) e a quello di Domo (0324. 491681 e 0324.491677). «Lo scorso anno - dice il direttore generale dell’Asl Vco Francesco Cattel - i nostri micologi hanno effettuato 136 controlli. In 18 casi i funghi esemplari tossici».