Attenzione alle intossicazioni da piante, bacche e funghi: a lanciare l’allarme è il Centro Antiveleni di Verona, a Borgo Trento.

Con l’estate aumentano le passeggiate nella natura e, con esse, anche il rischio di intossicazioni provocate da piante, bacche e funghi. A lanciare l’attenzione è il Centro Antiveleni di Verona di Borgo Trento, diretto da Giorgio Ricci, frequentemente contattato per casi di ingestione accidentale, soprattutto da parte di bambini e animali domestici.

Tra le piante potenzialmente pericolose ci sono le bacche rosse del Solanum pseudocapsicum, le cosiddette “ciliegie di Gerusalemme”, facilmente confuse dai bambini con i pomodorini. Attenzione anche all’Atropa belladonna, le cui bacche possono ricordare per forma e colore i mirtilli. L’oleandro, invece, è tossico in caso di ingestione, mentre il semplice contatto con foglie e fiori non rappresenta un pericolo.

Esistono poi piante che possono provocare irritazioni anche attraverso il contatto. È il caso di Dieffenbachia, Ficus Benjamin, Spatiphyllum ed Euphorbia, presenti anche nelle abitazioni. Particolare attenzione va inoltre riservata alla Panace di Mantegazza, che può causare arrossamenti, gonfiore e vescicole, con un peggioramento dopo l’esposizione al sole.