HomeArezzoCronacaArezzo protagonista a Vicenzaoro: "Investire e creare nuovi prodotti"Dalla fiera veneta gli imprenditori tornano con dubbi e preoccupazioni: "Prolungare la ’cassa’"Vicenzaoro è da sempre un termometro per misurare l’andamento del settoreRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNel trolley "molte incertezze e ordini col contagocce". È il refrain di uno spartito che da oltre un anno suona una melodia "stonata", non più quella dei tempi d’oro. Quando il distretto aretino dell’oro, per l’appunto, danzava sotto l’occhio di bue dei mercati di tutto il mondo. Dalla fiera di Vicenza, gli imprenditori tornano con i dubbi e la preoccupazione con cui da qualche settimana hanno riaperto le fabbriche (1200 con circa ottomila lavoratori, prima roccaforte dell’oreficeria in Europa, prima voce dell’export toscano e per un terzo di quello nazionale). C’è chi ha lavorato di più e chi di meno, nell’altalena della passerella vicentina che rappresenta da sempre una sorta di termometro per misurare l’andamento da qui alla fine dell’anno.

"Il quadro è in stallo, arriveremo in queste condizioni fino a Natale. I clienti c’erano in fiera e segnali di ripresa ci sono sopratutto da quelli europei, ma siamo penalizzati dal rallentamento delle piattaforme orientali, a cominciare da Dubai e dall’area del Golfo Persico" analizza Luca Parrini, presidente della Consulta orafa. Ma da Vicenza arriva un altro segnale che conferma un trend: la trasformazione del modo di lavorare dei buyer. Come? "Gli ordini ci sono ma di minore quantità rispetto al passato e con la richiesta di consegne veloci", spiega Giordana Giordini, imprenditrice, al timone di Confindustria Toscana Sud e della sezione Orafi dell’associazione degli industriali. "Alla Fiera noi abbiamo lavorato bene ma abbiamo notato un cambio di passo da parte dei clienti, dettato dal momento di incertezza sugli scenari geopolitici internazionali. Tra gli stand abbiamo incontrato clienti da Europa, Israele, Libano, Giordania, Filippine, Messico, Dubai, meno presenze invece nell’area del Golfo. Tuttavia l’instabilità frena le contrattazioni perché fino a quando non sarà ben chiaro l’orizzonte che avremo davanti, i clienti si mantengono prudenti negli acquisti".