Firenze, 9 settembre 2026 – Alle 6.30 del mattino, puntuale come un orologio, Franco Middei, da un anno ad di Autolinee Toscane dopo una vita nel caos romano di Atac, è in zona Santa Maria Novella. Controllore per un giorno. “Faccio il primo turno perché poi devo fare l’altro lavoro”, quasi si scusa della levataccia alla quale ha costretto tutti, compresa chi scrive. Pantaloni, maglietta blu, fascia gialla fosforescente al braccio: oggi è cacciatore di evasori, il 9-10% di un popolo di 150 milioni di passeggeri l’anno. E l’intervista si svolge in piedi, appesi alle maniglie, tra una corsa e l’altra. Franco Middei, amministratore delegato di At

Un dirigente su un bus, strano...

“E’ il progetto “ajeje brazorf“ (dal personaggio di Aldo, Giovanni e Giacomo): così chi sta in ufficio sa cosa accade sul campo e dà una mano sul contrasto all’evasione. Siamo 500 amministrativi, 100 hanno aderito, e una volta al mese, saliamo a bordo”.

Controlli più che raddoppiati: 3 milioni nel 2025 contro i 2 del 2023.

“Utilizziamo un modello misto: nucleo esterno più interni. I nostri sono 50, diventeranno 75, con una diffusione regionale maggiore”.