Si torna sempre dove si è stati bene. Per esempio sotto la Curva Nord, con le mani al cielo e il sorriso largo di chi non vedeva proprio l’ora di mettere maglia e scarpini ed esultare insieme a 33.000 tifosi in festa. Antonio Palumbo ha dovuto pazientare qualche ora in più dei suoi compagni per le due giornate di squalifica che il Giudice Sportivo gli ha inflitto dopo Palermo-Catanzaro, ultimo atto della scorsa stagione rosanero. Il numero 5 ne ha approfittato per prepararsi al meglio al ritorno in campo, in antitesi con la scorsa estate, quando dal Modena si è trasferito a Palermo con un importante ritardo di condizione fisica che ne ha compromesso l’impiego e il rendimento nelle prime giornate.

Solo in quelle, però, perché gli è bastato poco per diventare elemento imprescindibile della squadra di Inzaghi. Trequartista, regista, mediano: un tuttocampista che macina chilometri, mette palla in banca, vede e detta geometrie, rifinisce e finalizza. Le statistiche lo confermano: il napoletano ha chiuso lo scorso campionato con 3 reti e 10 passaggi vincenti, risultando il secondo miglior giocatore del Palermo per gol+assist, alle spalle del solo Joel Pohjanpalo (25+7).

Quest’anno Palumbo ha ripreso da dove aveva finito. Il ritorno in campo contro il Mantova, in Coppa Italia, lo ha visto subito protagonista con la realizzazione del rigore che ha regalato ai rosa il provvisorio doppio vantaggio; lunedì sera è subentrato all’inizio di ripresa, non ha brillato, come tutta la squadra per buona parte dei secondi 45, ma ha resistito ad una buona Samp. E infine, nell’unica occasione capitata sul suo mancino, al 94’ ha chiuso il match con un piazzato in buca d’angolo che ha fatto esplodere il “Barbera”.